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Giornali

"Io coi giornali ho chiuso, disse.
E perchè?
Mai letto un giornale senzza qualcuno di assassinato o impallinato o roba simile, Mai visto un posto così pieno di cattiveria.
E' mai stato diverso?
Cioè?
Dico se è mai stato diverso.
No, mi sa di no.
Per cui i giornali non sono cambiati...
Già. E' solo che io con quella roba ho chiuso. Divento vecchio e certe cose non le voglio sentire. La gente è strana. Non vuole sapere come può essere bello il mondo. No no. Se non c'è qualcuno di assassinato sui giornali la loro giornata è sprecata. Io per me ho chiuso. Già visto tutto. E' sempre la stessa storia."

Cormac McCarthy - Suttree - Einaudi - Trad. di Maurizia Balmelli - Edizione Ottobre 2009

Controllo di massa

 "[...] L'invenzione della stampa, però, rese più semplice manipolare l'opinione pubblica, un processo al quale diedero ulteriore impulso il cinema e la televisione.
[...]
Per la prima volta diventava possibile indurre nelle coscienze non solo una cieca obbedienza alla volontà dello stato, ma anche una totale uniformità di opinioni."

George Orwell - 1984 - Oscar Mondadori - trad. Stefano Manferlotti

L'osessione mediatica

"Un concetto ripetuto ossessivamente dai media è in grado di rendere socialmente accettabili comportamenti inaccettabili dalla vecchia morale, per esempio la tortura operata da uno stato.
Con l'uniformazione della mente collettiva attraverso i media, l'illusione di massa diventa un pericolo gravissimo.
Ma nello stesso tempo, i nuovi mezzi di comunicazione possono diffondere idee collettive di maggiore consapevolezza [...]."


Daniel Pinchbeck: Il serprente depone la pelle, una vita tantrica alla trasformazione globale - Il Mistero del 2012 - Edizioni il Punto d'Incontro - Ed. Luglio 2008

Il Televisore

"Oh, ma noi abbiamo molte ore libere ogni giorno.
Ore libere dal lavoro, si. Ma tempo di pensare? Quando non guidate la macchina a più di cento all'ora, a un massimo in cui non potete pensare ad altro che al pericolo, allora ve ne state a giocare a carte (playstation? n.d.r.) o sedete in qualche salotto, dove non potete discutere col televisore a quattro pareti. Perché? il televisore è "reale", è immediato, ha dimesioni.
Vi dice lui quello che dovete pensare, e ve lo dice con voce di tuono. Deve aver ragione, voi dite: sembra realmente che l'abbia. Vi spinge con tanta rapidità ed irruenza alle sue conclusioni che la vostra mente non ha tempo di protestare (di ragionare? n.d.r.), di dirsi: "Quante sciocchezze!""

Ray Bradbury - Fahrenheit 451 - Oscar Mondadori - Traduzione di Giorgio Monicelli
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